A cura di Omar De Bartolomeo

 

La danza, in ogni sua forma, rappresenta una forma artistica di alto livello. Durante l’esecuzione di tutti i fondamentali tecnici sono richieste doti fisiche, attitudinali e psichiche che diversificano la danza da ogni forma di “movimento corporeo”. La danza è una forma d’arte dove l’esecuzione del fondamentale è svolto con una grande ricercatezza tecnica e gestuale. La forma delle superfici articolari, l’azione muscolare e la conformazione corporea rappresentano i limiti a cui il ballerino è soggetto. 

Il rapporto tra i fattori sopra elencati influenza la possibilità di trauma e di lesioni da durata(altrimenti definite lesioni da overuse).

Leggi tutto...

A cura Omar De Bartolomeo


Il mal di schiena è un sintomo spesso lamentato dai ballerini, soprattutto nei maschi per via delle prese e nelle ballerine per via del lavoro in arabesque e cambrè. Il maschio invece soffre di dolori muscolari in occasione di allenamento delle prese o dei salti, soprattutto su pavimenti non idonei.

Per comprendere l’origine del mal di schiena e cercare di prevenire l’insorgenza di tale sintomo, è bene ripassare insieme alcuni punti essenziali della anatomia del rachide.
Il rachide è formato da una serie ordinata di vertebre, impilate le une sulle altre e organizzate in modo da identificare 3 curve principali: la lordosi lombare, la cifosi dorsale, la lordosi cervicale.
Nei ballerini questa ripartizione non sempre viene mantenuta, questo perché la danza richiede il giusto aplomb durante l’esecuzione delle pirouettes e la corretta retroversione del bacino per permettere la corretta biomeccanica all’arto inferiore.

La rettilineizzazione dorsale sarà responsabile inoltre dell’aumento dei diametri delle coste, con miglioramento della capacità cardio-polmonare, e una miglior biomeccanica della articolazione tra scapola e torace nei ports del bras. Le vertebre sono unite tra loro da un importante e tenace sistema legamentoso, capace di donare resistenza ma nello stesso tempo flessibilità alla struttura. I movimenti della colonna sono assicurati da un complicato intreccio di muscoli, disposti su 3 piani (superficiale, intermedio e profondo). I muscoli più profondi sono anche i più piccoli, generano i movimenti tra una vertebra e l’altra, mentre i muscoli più superficiali sono più voluminosi, lunghi, e più forti (immagine 1 e 2).

In immagine 1 è possibile osservare alcuni muscoli della colonna e, schematicamente, la loro inserzione. Come si vede, esistono alcuni muscoli che servono solo ai movimenti della colonna, altri che invece connettono la colonna agli superiori e inferiori (muscolatura glutea).

In immagine 2 invece si osserva la rettilineizzazione del tratto lombare e dorsale in una ballerina professionista. Notare che gli spazi intervertebrali, vale a dire gli spazi più scuri tra una vertebra e l’altra mantengono la stessa distanza e sono paralleli tra loro.


La colonna è soggetta a molte forze durante la stazione eretta, la deambulazione e la pratica di attività come la danza.
Numerosi studi sulle forze di carico della colonna dimostrano che in un uomo di 60-70 kg, a livello del tratto lombare, si registra un carico pari a 70 kg quando egli è in posizione seduta, 210 kg quando il soggetto solleva 20 kg con schiena flessa e ginocchia estese. Questo ci deve far pensare ai carichi che subisce la nostra colonna durante la danza, attività che comprende sollevamenti, cambré, attitude, salti,…da qui l’importanza di non avere anomalie strutturali di questa.

Un rachide con vertebre ben allineate, il lavoro muscolare isometrico, eccentrico e in allungamento, permetterà di ottenere schiene forti, flessibili, capaci (almeno in teoria) di grandi escursioni articolari. Questo soprattutto nella ballerine. Il ballerino infatti spesso è caratterizzato da escursioni articolari inferiori per via dello sviluppo di masse muscolari superficiali più voluminosi (trapezio, pettorali, dorsali).

Questo è dovuto essenzialmente alle prese, ai salti, oltre alla diversa costituzione genetica! Con il giusto allenamento però, anche il maschio può raggiungere grandi doti artistiche di flessibilità oltre che di forza. Si veda un esempio in foto 3, dove si paragonano due fondamentali identici, svolti da una ballerina e da un ballerino.


Esistono però alcuni fattori che possono limitare queste capacità di performace: la scoliosi, alcune anomalie congenite delle vertebre (la fusione di 2 vertebre, l’iperlordosi, la insufficiente orizzontalizzazione del bacino). Di sicuro il problema più grosso per i ballerini con il desiderio di intraprendere la carriera professionistica è la scoliosi. Per scoliosi
si intende una patologia malformativa delle vertebre, caratterizzata da inclinazione laterale della colonna  associata a rotazione e torsione dei corpi vertebrali. La limitazione è tanto maggiore quanto più grave è l’anomalia anatomica e in base alla sede.

Altro fattore di primaria importanza da tenere in considerazione è l’età di osservazione.
La scoliosi infatti può peggiorare con il passare degli anni, si aggrava fino a che la schiena cresce. La danza, se lieve, non è un fattore limitante nella danza, sebbene possa essere un limite alla pratica e nella pratica della danza a livello professionistico. Il rischio è, oltre il peggioramento della malformazione scheletrica data da anomali carichi supportati dalla schiena, il ricorrere di fastidiosi mal di schiena fino a una precoce patologia discale. Un attenta visita, ripetute periodicamente durante l’anno, sarà possibile saggiare l’evolutività della curva e la possibilità di continuare la pratica della danza. A nostro avviso la danza classica, svolta nel rispetto dello sviluppo armonico e simmetrico delle masse muscolari, con il controllo “propriocettivo” del proprio corpo davanti allo specchio, è una ottima ginnastica posturale. Ovviamente essa deve essere consigliata e svolta solo con l’aiuto di un personale medico e fisioterapico specializzato nonché insegnanti di danza attente e preparate.

A cura di Walter Albisetti e Omar De Bartolomeo

 Il dolore laterale di caviglia e un sintomo frequente nelle ballerine che praticano danza classica e studiano le punte. Normalmente non si dovrebbe avvertire dolore in questa regione, ma talora e possibile avvertire dolore e difficoltà ad eseguire alcuni fondamentali, quali il plie o il releve. Il dolore, di solito, e piu fastidioso durante lo studio della punta. La causa di questi sintomi e spesso da attribuire ad una sofferenza dei tendini dei muscoli peronei. Questi sono due importanti muscoli il cui tendine passa dietro al malleolo laterale per andare a fissarsi sulla base del quinto metatarsale (peroneo breve) e a livello del I metatarsali e cuneiforme mediale (peroneo lungo). Questi due muscoli partecipano ai movimenti di flessione plantare ed eversione del piede. Il peroneo lungo partecipa al controllo della volta plantare. Questi due muscoli possono andare incontro a sofferenza per via della loro  particolare situazione anatomica per via del lavoro che e loro richiesto durante la danza. I peronei infatti passano all'interno di una guaina che serve a facilitarne lo scorrimento,  ma in caso di un abuso o mal uso di questi muscoli, i tendini potrebbero infiammarsi, diventare più voluminosi e avere uno scorrimento difficoltoso all'interno delle loro   guaine   (immagine   1).

Bisogna inoltre ricordare che a livello del malleolo, i tendini cambiano la loro direzione: nella gamba   scendono   verticali, a livello retro-malleolare piegano bruscamente per raggiungere le loro inserzioni distali  sulle  ossa del piede. Bisogna quindi identificare gli errori tecnici per cui tali tendini sono più sottoposti a stress meccanico.

Nella maggior parte dei casi, le tendinopatie dei peronei sono dovute a over-lavoro (over-use) e a instabilità della caviglia durante l'esecuzione dei fondamentali tecnici, soprattutto del relevè, dove si assiste ad una tendenza alla pronazione della caviglia con successiva tensione dei tendini che, tra l'altro, non lavoreranno piu su un unico piano (immagine 2).

La tendenza alla pronazione/eversione in mezza punta o in punta (linea verde) e evidenziata dalla linea verde nella immagine 2. come si vede, l'immaginario asse di carico dell'arto inferiore (linea rossa) viene ad interrompersi a livello della caviglia, con successiva messa in tensione dei muscoli peronei a livello del malleolo laterale. La pronazione della caviglia, inoltre, sposta il carico a livello del IV- V dito, con successivo sovraccarico delle strutture ossee, articolari e muscolo-tendine di questa parte del piede. Lo stesso  tipo  di errore tecnico può essere riprodotto quando la ballerina cerca di ”svirgolate„ il piede atteggiato in punta (immagine 3).

La pratica continuativa, forzata, di tale movimento produce un over-lavoro a carico dei muscoli peronei. Pur comprendendo le velleità artistiche di tale atteggiamento, si sconsiglia di eseguire  la punta sempre in questo modo, lasciando quindi questa ”espressività„ del piede solo nei momenti in cui effettivamente serve mostrarlo. Inoltre, atteggiare il piede in questo modo durante la pratica dell'en pointe espone a sovraccarichi la cartilagine articolare della caviglia.

Meno di frequente le tendinopatie e dovuto ad un errore nell'esecuzione del pliè. In questi casi, la sofferenza e dovuta allo stiramento dei tendini durante la fase di discesa qualora la caviglia non e ben sostenuta e controllata. Un volta plantare ”non cava„ potrebbe essere un fattore associato.

Nella maggior parte dei casi l'over-lavoro e la causa più frequente di tendinopatie dei peronei. Bisogna tuttavia ricordare che il mal-uso, altrimenti detto errore tecnico, e la causa più frequente della cronicizzazione di tale patologia. Di per se, infatti, la tendinite guarisce con le opportune cure mediche e fisioterapiche, ma se non si rimuove l'errore tecnico esse ritornano. La correzione dell'errore consiste nel ristabilire la stabilita del piede e della caviglia durante l'esecuzione dei fondamentali. Nel corso della visita medica, si studierà l'allineamento dell'anca in relazione al ginocchio e al  piede,  si  studierà  l'aplomb  dell'arto  inferiore  durante

l'esecuzione di alcuni fondamentali in I posizione, in II, in IV posizione, si osserverà il controllo del bacino, del ginocchio e del complesso piede-caviglia durante l'esecuzione di  tutti  questi fondamentali.  Al  termine  della visita, si saranno individuati gli errori tecnici e si daranno suggerimenti sugli esercizi da eseguire per ristabilire il corretto equilibrio muscolare e quindi controllo articolare. Utili saranno esercizi di rinforzo ed esercizi propriocettivi. Noi suggeriamo, oltre alla tavoletta classica, anche l'uso di un piano inclinato, su cui si svolgeranno alcuni  esercizi utili al fine di recuperare il controllo del complesso piede- caviglia ma anche del ginocchio e del bacino (immagine 4).